La telefonata con Obama
Egitto, il no di Morsi all'ultimatum dei militari
Il presidente egiziano Mohammed Morsi ha risposto con un secco no all'ultimatum datogli dall'esercito e si è detto deciso a non cedere alla minaccia dei militari, che ieri hanno concesso al presidente tempo fino a mercoledì per trovare una soluzione alle proteste che da giorni stanno riempiendo le strade egiziane. Se Morsi dovesse fallire nel suo intento, l'esercito interverrà per ristabilire l'ordine. Raineri L’ultimatum dei generali manda in frantumi il governo dei Fratelli
14 AGO 20

Il presidente egiziano Mohammed Morsi ha risposto con un secco no all'ultimatum datogli dall'esercito e si è detto deciso a non cedere alla minaccia dei militari, che ieri hanno concesso al presidente tempo fino a mercoledì per trovare una soluzione alle proteste che da giorni stanno riempiendo le strade egiziane. Se Morsi dovesse fallire nel suo intento, l'esercito interverrà per ristabilire l'ordine.
Ad appena un anno dalla sua elezione, molti danno per finito il governo Morsi e imminente una restaurazione di un regime militare. Il portavoce dell'esercito ha precisato che in Egitto non ci sarà nessun colpo di stato, ma sono in pochi a credere che i militari non tenteranno di riprendersi il paese dopo l'èra Mubarak. Oggi Mohamed Kamel Amr, ministro degli esteri del governo egiziano, ha rassegnato le sue dimissioni. E' solo il primo di una lunga lista: in via ufficiale, dalle proteste di domenica si sarebbero dimessi 5 ministri, anche se secondo alcune indiscrezioni almeno altrettanti sarebbero pronti a ritirarsi da un governo ormai in fase di sgretolamento.
Morsi ha inoltre ricevuto una telefonata da Barack Obama. Il presidente americano ha incoraggiato morsi a fare passi risoluti per mostrare ai manifestanti che il governo egiziano ha a cuore le loro istanze, nel tentativo di risolvere la crisi per vie politiche, scongiurando l'intervento dei militari.